- dove siamo -
Gagliano del Capo è un comune del
Salento meridionale in provincia di
Lecce. Sul
costone della Serra dei Cianci,
sull'estrema punta della penisola
salentina a pochi km da S. M. di
Leuca,
affacciato sul mare Adriatico, sorge
Gagliano del Capo,
un piccolo ed incantevole paese di
circa 6000 abitanti.
Sede ospedaliera, si
trova 62 km a sud
del capoluogo,
arroccato sulla
Serra dei Cianci,
alta 147 metri. Nel
territorio comunale
sono compresi 9 km
di costa, nei quali
ricadono le frazioni
di Arigliano, San
Dana e la località
Ciolo, la cui
insenatura rocciosa
offre un suggestivo
panorama.
Anche
questa terra, come tanti altri casali di
Terra d'Otranto, è stata protagonista di
varie vicende feudali. Durante il
dominio angioino (tra il XIII e
il
XV secolo) divenne feudo di Isolda De
Nocera, del milite francese Guglielmo
Brunel e di Mariotto Corso. Nel 1495,
Gagliano fu concessa da Ferdinando di
Aragona alla famiglia Castriota
Scanderbegh, i cui discendenti abitarono
nel castello di Gagliano, situato
accanto alla Chiesa parrocchiale.
Il borgo
antico, impostato nel primo medioevo,
era circondato da mura, edificate tra il
1413 e il 1421. Divenne rifugio degli
abitanti dei casali vicini (Valiano,
Misciano, Prusano, Santu Dimitri, San
Nicola e Vinciguerra).
Nel
secolo XVII il feudo passò ai Conti di
Alessano e solo nel 1806 il paese fu
sciolto da ogni vincolo feudale. Nel
corso dei secoli, Gagliano, pur essendo
munito delle Torri costiere come quelle
di Montilongo e Novaglie, ha subito i
continui attacchi dei saraceni. Nel
1547
il pirata algerino Dragut sbarcava a Salve e attaccava Gagliano facendo ogni
sorta di razzia.
Al paese
appartengono anche due frazioni:
Arigliano e
San
Dana.
L’etimologia di Arigliano è di
provenienza latina da collegare con
“ager Galiani”.
S. Dana
è un paesetto che prende il nome del
santo martire dell’era cristiana. Narra
la tradizione che durante un assalto di
infedeli, il Santo scappò ma inseguito e
raggiunto fu martirizzato in località “Pareddi”.
A commemorare tale evento è stata eretta
una colonna commemorativa.
Questo
estremo lembo d’Italia, che si protende
come un ponte verso l'Oriente, si vanta
di aver dato i natali al famoso pittore
Vincenzo Ciardo (1894 -1970)
artista di fama internazionale. Le sue
tele di stile neo-impressionista sono
intrise di profondo lirismo ed esaltano
i paesaggi salentini, caratterizzati
dalla presenza dell'olivo, dei sassi,
dal mare, dalle bianche casette, dalla
geometria dei terreni e dagli
incantevoli pleniluni che effondono una
luce misteriosa.
La
chiesa
Madre, in stile
tardo-rinascimentale, risale al XVII
secolo. Sulla facciata esterna
spiccano
il portale e la statua di San Nicola,
che riecheggia l’arte bizantina. Più
recente, del secolo XIX, è la
costruzione del campanile con
l’orologio. L’interno è caratterizzato
dalla presenza di nove altari.
Camminando per il centro storico ci si
imbatte nella colonna dedicata a San
Rocco per aver protetto i gaglianesi
dalla peste. La chiesa dell’Immacolata,
con l’omonima antistante colonna, merita
attenzione per l’antica
area
sepolcrale circostante. Nella
chiesa
di
San
Francesco di Paola,
commissionata da Giovanni Castrista, si
possono ammirare gli intarsi in marmo
dell’altare maggiore opera dello
scultore Stampede.
Piccolo ma suggestivo è il centro
storico con le sue
case a corte....
Il paese
di Gagliano del Capo sorge a 147 m.
s.l.m. e si adagia nell'avvallamento
delimitato dalle sue alture denominate
"Monte Tumasi" e "Monticelli"; l'aria è
salubre e nelle campagne dominano
soprattutto la f
lora e la fauna
mediterranea. Nelle giornate chiare e
limpide di tramontana è possibile
scorgere sull'orizzonte marino le coste
albanesi e dell'isola di Corfù. A poca
distanza dall'abitato si incontra per
prima la Marina di Novaglie;
l'etimologia del nome è forse da
ricollegare al fenomeno che si verificò
intorno al sec. XI, quando molte terre vennero disboscate e messe a "nuovo" per
le varie
colture. Qui si nota il rudere
di una antica torre costiera (sec. XVI)
e più oltre si aprono i rifugi naturali
dell'uomo primitivo; si tratta delle
grotte Cipolliane che hanno dato alla
luce un deposito pleistocenico, del
paleolotico superiore, ciotoli con
graffiti enigmatici e infiniti gusci di
conchiglie. Proseguendo sulla litoranea
verso Leuca, si incontra il canale del
Ciolo (in dialetto Ciola=Corvo) che si
collega con il centro attraverso un
sentiero solita
rio e suggestivo. Questa
incantevole località è stata definita
"angolo dell'inferno dantesco" ed è
sovrastata da un ponte poderoso.
Dall'ottobre 2006, parte
del suo territorio
rientra nel
Parco Costa Otranto -
Santa Maria di Leuca e
Bosco di Tricase,
istituito dalla Regione
Puglia allo scopo di
salvaguardare la costa
orientale del Salento,
ricca di pregiati beni
architettonici e di
importanti specie
animali e vegetali. Da
segnalare lo splendido
tratto di costa
ricadente nel territorio
comunale, in particolare
la località Ciolo
caratterizzata dalla
spettacolarità della
scogliera che si ammira
percorrendo la strada
litoranea e
attraversando un ponte
alto sul livello del
mare circa 40 metri.
Accessibilità: Percorrendo la Litoranea
da Tricase
Porto
a Santa Maria di Leuca, all'altezza di
Gagliano. E' una profonda insenatura lungo la
costa verso Santa Maria di Leuca. Il
Canale del Ciolo è una delle più lunghe,
profonde e spettacolari gravine della
nostra provincia, un autentici canyon
percorso da un tumultuoso torrente dagli
spettacolari salti dopo precipitazioni a
carattere temporalesco. Partendo
dall'abitato di Gagliano del Capo,
percorre i circa 3 km che lo separano
dal mare incassandosi progressivamente
nel banco di calcari fino alla
impressionante falesia che con il ponte
costituisce uno degli scorci più
classici dell'iconografia salentina.
L'intero complesso della gola e della
gradinata in pietra che la percorre
tutta , della falesia e del gradone
coperto da rigogliosa vegetazione
peculiare, delle pajare e delle opere in
muratura a secco che scandiscono il
ciglio del pianoro, che seguono la
ripida viabilità di accesso ai fondi,
che chiudono l'ingresso di alcune
grotte, usate come ricovero per gli
armenti dai tempi di Omero e fino a
pochi anni addietro, lo stesso pianoro
che degrada dolcemente fino ad
affacciarsi a strapiombo da oltre 70
metri sul Canale d'Otranto, un balcone
che guarda ai Balcani ed alle Isole
Ionie, tutto ciò costituisce un unicum
di eccezionale valore ambientale nel
senso
più ampio, da tutelare con tenacia e da
fruire con la massima cura e grande
rispetto.
Grotta
della Foca Monaca o Grotta piccola del
Ciolo: è così chiamata perché
durante l'esplorazione speleologica del
1971 fu avvistato in questa grotta un
esemplare di questa foca "Monachus
albiventer". Il fotografo sommozzatore
Franco Grandi riuscì con il flash a
fotografare il bianco ventre della foca.
E' un'importante testimonianza del fatto
che la foca monaca fino a non molti anni
addietro abitava le nostre coste. Furono
sterminate perché razziavano il pesce
dalle nasse.
A 5 km da Gagliano c'è
Santa Maria
di Leuca.
Tra Punta Meliso e Punta Ristola, dove
l'Adriatico si fonde con lo Jonio, sorge
Leuca. Alla punta estrema d'ltalia, il
Capo di Santa Maria di Leuca, appare
come sospeso nel mediterraneo e proteso
verso l'Oriente.
Fu una antica città messapica e sede di
Municipio in età romana. Leuca è un nome
greco che vuol dire “la bianca (città)”,
così appariva illuminata dal sole a chi
veniva dal mare. Vicino al piccolo
centro c’è Capo Santa Maria, l’estrema
punta orientale della penisola, che
costituisce lo spartiacque tra il Mare
Adriatico ed il Mar Ionio. Su questo
roccione è situato il Santuario di Santa
Maria di Leuca, o De Finibus Terrae,
costruito forse su un antico tempio
della dea Minerva. A ricordo del passato
culto pagano, all’ingresso del santuario
una scritta ricorda in latino: “dove una
volta si
offrivano sacrifici a Minerva,
oggi si raccolgono offerte per Maria
madre di Dio”.
Il Santuario ha una valenza
significativa perché, essendo costruito
“all’estremo sud del mondo” si
contrappone ad un altro celebre luogo di
culto che porta lo stesso nome,
Finisterre, che sorge dall’altra parte
del mondo antico, all’estremo nord-ovest
in Bretagna sulla punta dell’antico
porto di Brest.
Il sole,
il mare, il vento. È la natura la prima
cosa che colpisce arrivando in questo lembo
di terra sospeso tra due mari. Il
Salento ha il suo cuore nella provincia
di Lecce e tocca parte di quella di
Brindisi sull'Adriatico e di Taranto,
sul mar Jonio. Ben presto si scoprono le
città ed i paesi dell'entroterra
gioielli di quello stile unico che è il
barocco leccese e che recano le tracce
dei Messapi e della Grecìa salentina,
che conserva, nella lingua, nei canti e
nelle feste l'antica cultura della Magna
Grecia. Gli amanti del surf, del kite
surf e del windsurf si ritrovano
immancabilmente sulle lunghe spiagge di
fronte ai laghi Alimini e gli
appassionati del diving non hanno che
l'imbarazzo della scelta tra i centri
attrezzati e negli incantevoli fondali
della costa jonica e di quella tra
Otranto
e Santa Maria di Leuca...